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Guida allo stadio

Union Berlino: lo stadio ricostruito dai suoi tifosi

L’80% della capienza è in piedi e a rifarlo sono stati 2.300 volontari in 140.000 ore. Una curva così in Serie A non esiste più: per questo si va fino a Köpenick.

6 min di lettura Dati verificati il 15/09/2026
In breve. L’Union Berlino gioca allo Stadion An der Alten Försterei, a Köpenick, capienza 22.012 — di cui 18.395 posti in piedi. Vuol dire circa l’80% dello stadio in piedi: la percentuale più alta delle prime tre divisioni tedesche. Nel 2008 e nel 2009 lo hanno ricostruito i tifosi: oltre 2.300 persone e circa 140.000 ore di lavoro. Per chi arriva dall’Italia il punto è uno: una curva così, da noi, non esiste più.
An der Alten Försterei dall’alto: uno stadio piccolo circondato da bosco su tutti i lati, con una tribuna rossa a sedere e tre settori bassi e coperti attorno a un campo verde
An der Alten Försterei, nel bosco di Köpenick. Una tribuna a sedere; gli altri tre lati sono settori in piedi. Foto di Arne Müseler, CC BY-SA 3.0 DE, via Wikimedia Commons.

Che cosa rende diverso questo stadio

L’Italia ha la cultura di curva più famosa d’Europa e non ha più le curve in piedi. I posti in piedi dalla massima serie sono spariti da decenni e non torneranno: la normativa di sicurezza li ha eliminati e gli stadi sono stati rifatti di conseguenza. Si può stare in piedi novanta minuti davanti al proprio seggiolino, ma non è la stessa cosa di un settore costruito perché la gente ci stia in piedi.

La Germania le sue le ha tenute, e l’Union Berlino è il caso estremo: quattro persone su cinque in questo stadio stanno su una gradinata, non su un seggiolino. La Waldseite — il settore in piedi dietro la porta, con gli alberi alle spalle — produce un rumore che un impianto moderno tutto a sedere non può fabbricare a nessun prezzo. È questo il motivo del viaggio, e in Serie A un equivalente non c’è.

Lo stadio costruito dai tifosi

An der Alten Försterei ha aperto il 7 agosto 1920 e sta nel bosco, ai margini di Köpenick, all’estremo sud-est di Berlino. A far viaggiare la gente è la sua storia recente.

A metà degli anni Duemila l’impianto andava rifatto e il club non poteva pagare un’impresa. Così l’hanno rifatto i tifosi. Più di 2.300 volontari hanno lavorato al cantiere durante la ricostruzione del 2008-09, per circa 140.000 ore: sgomberare, scavare, tirare su le gradinate su cui poi sarebbero stati in piedi.

Non è una storia di marketing raccontata dal club. È il motivo per cui quel posto fa quell’effetto.

È previsto un ampliamento; la prima fase porterebbe lo stadio verso i 37.500 posti. Qualunque cosa venga costruita, non sarà questa. Andateci adesso.

Biglietti: in Germania l’ostacolo è una fila

Nessuna tessera da avere, nessun documento di fidelizzazione da esibire: la maggior parte dei club tedeschi vende a chiunque. Il problema è che si è in fondo a una fila.

I club tedeschi appartengono ai soci. La regola 50+1 impone che i membri mantengano la maggioranza dei diritti di voto: il club è un’associazione prima che un patrimonio. La biglietteria segue quella struttura: prima gli abbonati, poi i soci, e solo il residuo arriva alla vendita libera, spesso poche settimane prima della partita.

  • Guardate il calendario, non il modulo. Scoprite quando apre la vendita pubblica per la vostra partita e siate lì quel giorno. Non esiste l’equivalente del presentarsi a un botteghino.
  • Non si esaurisce tutto. Le partite di metà classifica nei grandi stadi spesso si trovano. Un derby, una sfida scudetto o la visita del Bayern no.
  • Comprate dal club. Il sito ufficiale è la via più economica e l’unica davvero affidabile.
  • Quando lo si trova, costa poco. Il calcio tedesco è il miglior rapporto qualità-prezzo del grande calcio europeo, e i posti in piedi ancora di più.

All’Union aggiungete una cosa: lo stadio è piccolo, il club è di moda e la domanda supera abbondantemente i 22.000 posti. Qui ogni partita è un biglietto difficile.

Come arrivarci

Köpenick è lontana dal centro di Berlino, e fa parte del carattere: si esce dalla città verso il bosco.

  • In S-Bahn fino a Köpenick, poi tram o una camminata nel bosco fino allo stadio. L’ultimo tratto a piedi, insieme alla gente, è il modo giusto di arrivare.
  • I mezzi pubblici sono fortemente consigliati: parcheggiare attorno allo stadio nei giorni di partita è molto difficile.
  • Dal centro sono una quarantina di minuti. Berlino è una delle capitali europee meglio collegate dall’Italia, e questo è il motivo calcistico per andarci.

Dove stanno i tifosi ospiti

Gli ospiti sono sistemati in un angolo della Wuhleseite. I contingenti si decidono partita per partita: verificate per la vostra.

Se siete neutrali, sappiate che cosa state comprando: questo stadio è quasi tutto in piedi. Un biglietto in piedi significa stare in piedi, stretti, per novanta minuti, ed è esattamente quello per cui la gente viene. Se preferite sedervi, comprate un posto a sedere di proposito e non per distrazione.

Mangiare e bere allo stadio

In Germania la ristorazione da stadio è una cosa seria, e quella dell’Union è famosa per il buonumore: Bratwurst e Currywurst alla griglia, bretzel e birra a gradazione piena in bicchieri riutilizzabili con cauzione — si paga un Pfand sul bicchiere e lo si riprende restituendolo, oppure ci si tiene il bicchiere.

Quasi tutti gli stadi tedeschi funzionano con una tessera dello stadio: si carica a un chiosco e si paga con quella, non in contanti né con la carta di credito. Ricaricatela entrando e riscuotete il residuo alla fine.

L’Union fa poi una cosa che non fa quasi nessuno: ogni dicembre organizza sul campo una serata di canti di Natale in cui decine di migliaia di persone cantano in piedi, al buio, con una candela in mano. Se il viaggio capita in quel periodo, è quella la partita da puntare.

Berlino prima della partita

Il municipio di Köpenick visto dall’acqua: un grande edificio in mattoni rossi con un’alta torre dell’orologio e una guglia nera ripida, alberi spogli lungo la riva e gente seduta sui gradini vicino al fiume
Il municipio di Köpenick sull’acqua — la scena della truffa del 1906 che a Berlino si racconta ancora. Foto di Andreas Steinhoff, usata con licenza di attribuzione, via Wikimedia Commons.

Che cosa vedere

Köpenick è un quartiere vero e non un parcheggio da stadio, e Berlino resta Berlino:

  • Il centro storico di Köpenick — un piccolo nucleo barocco su un’isola dove la Dahme incontra la Sprea, con un castello e un municipio famoso per una truffa del 1906 che si racconta ancora come una storia popolare.
  • Il Müggelsee — il lago più grande di Berlino, a due passi dallo stadio, circondato dal bosco, dove d’estate si fa il bagno.
  • Il centro di Berlino — l’Isola dei Musei, la cupola del Reichstag, la East Side Gallery. A quaranta minuti di S-Bahn: non è lo scopo di questo viaggio, ma c’è.

Che cosa mangiare e bere

  • Currywurst — il contributo di Berlino alla cucina mondiale: salsiccia a fette, ketchup al curry, patatine. Si mangia in piedi a un Imbiss.
  • Döner — la versione moderna è stata messa a punto da lavoratori turchi in questa città, e qui è migliore che altrove.
  • Eisbein — stinco di maiale lessato con crauti e purè di piselli, il piatto della vecchia Berlino.
  • Berliner Weisse — birra di frumento acidula, servita per tradizione con sciroppo verde o rosso. Da ordinare una volta.

Domande frequenti

Quanto è difficile il biglietto, onestamente?

Difficile. Ventiduemila posti, tantissimi soci e un club che ha giocato in Europa. Trovate la data di vendita pubblica e fatevi trovare pronti.

In piedi o a sedere?

In piedi, se reggete novanta minuti dentro una folla. È ciò per cui lo stadio è famoso, e costa meno.

È il miglior stadio tedesco per iniziare?

Per atmosfera sì. Per facilità di ingresso no: un club grande con una partita di metà classifica al sabato è un primo biglietto molto più accessibile.

Una gradinata costruita da chi ci sta in piedi, in un bosco a sud-est di Berlino. Aggiungi An der Alten Försterei alla tua lista e tieni d’occhio la data di vendita.